Pubblicato da: CR | 8 settembre 2014

Il delirio occidentalista di Ezio Mauro

Miguel Martinez ha dedicato un appropriato commento, “L’Occidente psichiatrico di Ezio Mauro“, al delirio occidentalista del direttore di Repubblica.

L’intuizione di fondo che ha dato il nome a questo mio blog, “In nome dell’Occidente”, continua a rimanere di inquietante attualità. A formare l’opinione comune, a partire da quella dei politici, è una macchina propagandistica al servizio di un’ideologia totalitaria. “Occidente” designa oggi un insieme di poteri senza scrupoli, dalle ambizioni illimitate, e fuori controllo.

Ormai abbiamo persino perduto il conto delle guerre e dei disastri provocati dalla nostra aggressività sfrenata, come dimostra l’insensata chiusa del fondo di Mauro: “Anche Vladimir Putin dovrebbe riflettere sulla sfida islamista, domandandosi per chi suona la campana, magari recuperando negli archivi del Cremlino la lettera che l’ayatollah Khomeini scrisse all’ultimo segretario generale del Pcus nel gennaio del 1989: “È chiaro come il cristallo che l’Islam erediterà le Russie“. “

Sì, diciamoglielo a loro, che hanno combattutto la rivolta in Cecenia, “noi” che abbiamo sostenuto i jihadisti più radicali in Afghanistan, Bosnia, Libia e Siria (e nella Cecenia stessa, ça va sans dire), e che abbiamo abbattuto i regimi laici in Iraq e Libia. Tra l’altro la Russia collabora attivamente con gli Usa e la Nato in Afghanistan, consentendo il transito dei rifornimenti militari sul proprio territorio.

L’esito dell’intervento Nato/UE in Ucraina, se continua la nostra pazzia, è facile da prevedere: la rivitalizzazione di revanscismi etnici e di un nucleo di forze neonaziste nel cuore dell’Europa, dalle conseguenze potenzialmente disastrose, se la recente “sorprendente” affermazione dell’ISIS può insegnarci qualcosa. Apprendisti stregoni, veramente.

Cosa sarebbe oggi l’ISIS nel medio oriente se Assad fosse caduto? Meno male, anche per “noi”, che la Russia, qualche volta, riesce ad opporsi ai bombardamenti, destabilizzazioni, guerre civili e golpe (l’ultimo appunto in Ucraina) con cui esportiamo la civiltà occidentale nel mondo.

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