Pubblicato da: CR | 31 agosto 2014

“Come unirsi contro l’Unione?” Mimmo Porcaro sul tema del nuovo soggetto politico

Mimmo Porcaro, un esponente “eterodosso” di Rifondazione Comunista, ha scritto un articolo  importante: “Come unirsi contro l’Unione?”. Si tratta di una ulteriore elaborazione dell’autore attorno al problema del nuovo soggetto politico “di cui abbiamo disperatamente bisogno”, capace di governare i contraccolpi di un’uscita (voluta o subita) dell’Italia dall’euro e far uscire il paese dalla crisi; una ricerca che da tempo impegna Porcaro con analisi sempre interessanti (p.e. vedi “Loro hanno due fronti, noi dobbiamo costruire il nostro“, o “Vocazione mediterranea e socialismo pluralista.  Idee per l’Italia che verrà!“, entrambi del 2012).

Ma questa volta, per la prima volta, vedo accennati in un articolo dedicato a questo tema quelli che considero due principi fondamentali per un progetto politico oggi in Italia. Porcaro non è del tutto esplicito, e bisogna tenere presente il fatto che si rivolge innanzitutto ad un pubblico di tipo ben preciso, ma il senso del suo articolo mi sembra chiaro:

1) un nuovo soggetto capace di affrontare la crisi e guidare l’Italia fuori dall’euro sarà anche il soggetto candidato a governare il dopo; sono fragili e poco credibili le proposte fondate sull'”uniamoci ora per l’emergenza, poi ci dividiamo di nuovo” (la cosiddetta ipotesi CLN ispirata alla guerra partigiana);

2) un nuovo soggetto si costruisce sulla base del “chi c’è, c’è”, inaugurando una nuova storia, non unendo spezzoni del vecchio ceto politico fallimentare, legato a rendite di posizione associate a vecchie cordate e identitarismi.

Corollario meno originale ma altrettanto importante, cui l’articolo dedica ampio spazio, è il seguente:

3) occorre ricostruire un’alleanza e un senso di solidarietà tra forze sociali, e questo richiede una visione strategica che tenga conto degli interessi fondamentali di tutte le parti i causa, a partire da imprenditori e lavoratori, e un mutamento di atteggiamento da parte di tutti;

Lo spazio maggiore l’articolo lo dedica all’esigenza di ripensare le categorie sinistra/destra. La mia idea in proposito è semplice, e già che ci sono la aggiungo come quarto elemento in questo elenco di “principi”:

4) la distinzione sinistra/destra può essere importante per le storie dei singoli partecipanti, ma non può essere usata per caratterizzare il nuovo soggetto.

Oggi come oggi queste categorie designano differenze “antropologiche” più che politiche, e possono avere un interesse al massimo storico o politologico; ma sono inutili, anzi dannose per il compito di reinventare e ricostruire una nuova politica, sopra le macerie lasciate dalla vecchia.

Porcaro, invece, ribadisce l’attualità di queste categorie e si sforza di ridefinirle in modo utile per il progetto che ha in mente. La mia impressione (o speranza?) è che Porcaro, più che ribadire vecchie fedeltà, sia alla ricerca di un linguaggio e di schemi che consentano a settori della vecchia sinistra di transitare verso qualcosa di nuovo.

Finora, forse anche perché siamo in agosto, l’articolo mi sembra abbia suscitato una eco molto debole negli ambienti “di sinistra” cui è soprattutto rivolto. Solo sul blog di Alberto Bagnai, che ha rilanciato l’articolo di Porcaro, si è sviluppato un dibattito, nel quale però mi sembra siano sottovalutate – forse perché date per scontate da molti – le novità specifiche che ho voluto sottolineare in questo post.

Molto ci sarebbe da dire ancora su questo articolo, e in generale sulla stimolante produzione di Porcaro, sicuramente ci sarà occasione per tornarci sopra.

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