Pubblicato da: CR | 2 febbraio 2014

Contro il teatrino della politica, entra in scena il M5S

L’aggressione alle nostre società si svolge lungo due direttrici. Da un lato la Grande Rapina dei ricchi ai danni dei poveri, dall’altro lo smantellamento degli strumenti di governo capaci di porre argine – se un giorno tornassero in mano a forze democratiche – a tale saccheggio. La riforma della Banca d’Italia, incastonata nel decreto sull’Imu, è una tappa su entrambi fronti.

Merito dei deputati del M5S aver impedito che tale ennesimo scempio avvenisse, come al solito, nel silenzio e l’indifferenza.

Qualcosa di nuovo sta prendendo forma nella politica del paese. Prima le consultazioni su due temi estremamente “sensibili”, che hanno visto la grande maggioranza degli iscritti del M5S schierarsi per l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e a favore del proporzionale, poi l’ostruzionismo e la protesta in aula contro il decreto Imu – Banca d’Italia e contro la “ghigliottina” calata sul dibattito parlamentare. I deputati del M5S, insieme agli iscritti, stanno crescendo, stanno costruendo una piattaforma democratica partendo dai temi più critici dello scontro politico.

Il M5S ora è oggetto di una vergognosa aggressione mediatica. Repubblica, il Corriere della Sera, ecc riescono a dedicare pagine intere allo “stile” dei deputati del M5S senza mai nominare la Banca d’Italia, come se l’assalto ai banchi del governo fosse avvenuto durante il tè pomeridiano.

Si parla di fascismo, ma alla fine l’unica picchiata è stata la deputata M5S Loredana Lupi, colpita dal questore di Scelta Civica Dambruoso, che ha il coraggio di parlare di “violenza mai vista in aula” (falso, tra l’altro).

A me sembra che la reazione dei deputati del M5S sia stata adeguata alla provocazione ricevuta (l’aver incastonato nel decreto sull’IMU anche la privatizzazione della Banca d’Italia, né necessaria né urgente, oltreché assolutamente eterogenea come contenuto, e il rifiuto del governo di separarli per “motivi tecnici”) e alla posta in gioco per il paese.

L’accusa principale che si muove al M5S è quella di mancato rispetto per le istituzioni. Ridicolo. Costituzione e Parlamento sono svuotati e umiliati da anni, e il ceto politico non se ne preoccupa affatto: un sistema consolidato di governo attraverso la decretazione d’urgenza, un accordo di riforma elettorale Renzi-Berlusconi tetragono alle osservazioni della corte Costituzionale e calato sul Parlamento con l’intimazione di non modificarlo se no crolla tutto, la rielezione di Napolitano per impedire che il Parlamento votasse a maggioranza semplice Rodotà, ecc.

E che dire di Enrico Letta, capo del governo, che si permette di dare giudizi sul come vengono condotti i lavori in Parlamento? “Troppa tolleranza”! Questo è molto più simile al fascismo, direi.

Quello che è stato messo in gioco piuttosto è la rispettabilità del teatrino che è diventata la politica, da troppo tempo, tra finta alternanza, finte polemiche tra PD e PDL, finte opposizioni, finte emergenze, finte proposte, il tutto preso sempre sul serio dai media di regime. All’improvviso, di fronte ai primi atti di una vera opposizione, che denuncia il vero senso di quanto accade, il teatrino salta, finto governo e finte opposizioni rimangono senza copione, e reagiscono accusando il M5S di fascismo: ultimo rifugio di chi non ha nulla da dire.

links sull’argomento:
– un giudizio sul M5S sulla mia stessa lunghezza d’onda: “Benvenuta bagarre
– sulla Grande Rapina e l’attacco alla sovranità in corso: “Ciao Bankitalia: guai se ridiventiamo un paese sovrano” di Nino Galloni, e “Caso Bankitalia: il regalo alle banche è il meno“, di Aldo Giannuli

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