Pubblicato da: CR | 2 febbraio 2014

Boldrini alza il livello dello scontro

Mentre Grillo si adopera per abbassare i livelli di adrenalina dei suoi deputati, Boldrini getta benzina sul fuoco. Quello del M5s, dice, “è un attacco eversivo contro le istituzioni che deve essere respinto da tutte le forze democratiche. Alla Camera c’è gente che lavora seriamente per cambiare le cose dal di dentro, e questo non può essere distrutto”. Il M5S, aggiunge la presidente della Camera, “non sa utilizzare gli strumenti democratici, messi a disposizione dell’opposizione dalla Costituzione. Devono imparare.”

Vediamo invece cosa ha da imparare la Boldrini.

1) “Gli strumenti democratici messi a disposizione dell’opposizione dalla Costituzione”: per la Costituzione, il decreto su Bankitalia non doveva nemmeno esistere, non essendo né necessario né urgente. E tantomeno poteva essere abbinato al decreto sull’Imu, trattandosi di materie totalmente eterogenee. L’ostruzionismo ha una antica e per certi versi gloriosa tradizione parlamentare, la “ghigliottina” no. Neanche esiste nel regolamento della Camera, quella della Boldrini è stata una decisione senza precedenti. La Boldrini, come presidente della Camera, dovrebbe protestare contro l’uso sistematico della decretazione d’urgenta da parte del governo, anziché fargli da sponda anche in situazioni indifendibili. Il M5S cosa dovrebbe studiare, la Costituzione e i regolamenti o le innovazioni del Boldrini-pensiero?

2) “Alla Camera c’è gente che lavora seriamente per cambiare le cose dal di dentro”: certo, c’è il M5S, che ha voluto e imposto la discussione su un decreto così importante e che si voleva far passare alla chetichella. Dall’altra, c’è un Parlamento su cui è calato un accordo Renzi-Berlusconi accompagnato da un minaccioso “prendere o lasciare”.

La Corte Costituzionale aveva bocciato il Porcellum per due motivi: l’impossibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti, e l’eccessivo peso dato al premio di maggioranza rispetto al principio rappresentativo. E cosa si ritrova il Parlamento ora? Una proposta che non prevede preferenze e che stravolge il principio rappresentativo ancor più pesantemente della legge precedente.

Di nuovo, la Boldrini si mostra supina di fronte alle richieste che le giungono “dall’alto”: ha avallato l’approvazione-lampo con cui la commissione Affari costituzionali ha mandato il provvedimento in aula, nonostante la Costituzione escluda il ricorso a procedure d’urgenza in materia elettorale; e sicuramente avallerà il sopruso della controriforma Renzi-Berlusconi ai danni del principio rappresentativo sancito dalla Costituzione.

3) “ un attacco eversivo contro le istituzioni”: che dire, su questa enormità? forse solo che la Boldrini ha un ego smisuratamente gonfiato, tanto da confondere la difesa della propria immagine con quella delle istituzioni. E’ chiaro che la sua storia è avvenuta fuori dalla politica, è una brava funzionaria, e vorrebbe ricevere solo complimenti per la solerzia con cui assolve ai compiti affidatigli “dall’alto”; non ha capito che come  presidente della Camera deve tutelare innanzitutto le prerogative e la libertà di dibattito di tutti i deputati, anche e soprattutto contro il governo.

Insomma, è della stessa pasta di Napolitano. Sono, e si sentono, governatori della colonia-Italia. Per loro quella del M5S è solo una “rivolta di indigeni” da domare.

(ecco il link all’intervista televisiva in cui la Boldrini perde la testa)

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Responses

  1. […] NOTE [1] Romanini Claudio, https://socialistasenzapartito.wordpress.com/2014/02/02/boldrini-alza-il-livello-de…. […]

  2. […] NOTE [1] Romanini Claudio, https://socialistasenzapartito.wordpress.com/2014/02/02/boldrini-alza-il-livello-de…. […]


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