Pubblicato da: CR | 11 ottobre 2013

solidarietà con chi difende il proprio mondo dalla distruzione

Il 12 ottobre è la giornata scelta dai popoli amerindi per ricordare la conquista violenta dei loro territori e per celebrare la propria rinascita. Invito a firmare il seguente messaggio proposto per questa occasione da Aldo Zanchetta (sulla cui attività ho già scritto), attento osservatore di quei luoghi, amico di quei popoli, e sostenitore del motto zapatista: “un mondo capace di contenere molti mondi diversi”.

America latina: denunciamo il crescendo di violenza che colpisce chi difende i propri territori e il proprio diritto alla vita

Le notizie di violenze a popolazioni e a singoli militanti sociali che con crescente frequenza ci giungono dall’America latina, ci interrogano e ci scuotono nel profondo. Esse riguardano omicidi di gruppi o di singoli leader di comunità indigene e campesine, di sindacalisti, di operatori della comunicazione, di esponenti di movimenti sociali, sparizioni di persone, esecuzioni extragiudiziali, espulsioni di intere comunità dai loro territori, repressione violenta di manifestazioni di protesta, criminalizzazione indiscriminata della protesta sociale con migliaia di leader arbitrariamente incarcerati.

I casi più numerosi riguardano comunità o persone che difendono il proprio diritto alla vita resistendo a una crescente consegna dei territori e dei beni naturali in essi esistenti alle attività di grandi corporation transnazionali.

Il 40% del territorio messicano è stato concesso a società minerarie straniere per un periodo cinquantennale dietro misero compenso. In Perù, in alcune province, le concessioni riguardano oltre il 90% del territorio. Anche se in misura diversa, questo accade in tutti i paesi. In Brasile si moltiplicano gli sgomberi forzati di territori indigeni a causa di progetti di costruzione di giganteschi impianti idroelettrici (23 previsti nella sola Amazzonia brasiliana). In Cile i popoli mapuche, oltre a subire questo tipo di devastazioni, vedono distrutte le loro foreste per la produzione di cellulosa di cui l’occidente è sempre più avido. Così in Uruguay e Brasile. Paraguay, Brasile, Argentina, Colombia e oriente boliviano sono devastati da monocolture intensive che fagocitano le piccole proprietà contadine espellendo i proprietari e ammassandoli in immensi e squallidi suburbi delle megalopoli.

Al crescere delle resistenze in nome del proprio diritto alla vita crescono le violenze del potere sempre più asservito alle politiche delle corporation multinazionali. E’ il nuovo modello di accumulazione del capitale che avanza cancellando i diritti e rapinando i territori.

Oggi, 12 di ottobre, giorno anniversario dell’inizio della conquista violenta di queste terre definite “latine” e che i popoli originari celebrano come giorno di riscatto dei popoli delle terre di Abya Yala, i firmatari del presente comunicato desiderano esprimere ad essi la propria solidarietà nella consapevolezza che è necessario sia intensificare le azioni di denuncia che rafforzare i legami che ci uniscono nella costruzione di “un mondo capace di contenere molti mondi diversi” fra loro pacificati nella giustizia e nel rispetto reciproco.

12 ottobre 2013

Chi desidera aderire lo comunichi al seguente indirizzo: aldozanchetta chiocciola gmail.com

Il 12 ottobre è stato perciò scelto anche per la giornata IN DIFESA DEI TERRITORI E DEI BENI COMUNI, CONTRO VECCHI E NUOVI COLONIALISMI. (Qui il testo dell’appello dell’Assemblea Monte Amiata.

E, per coincidenza (significativa?), anche per la manifestazione a Roma “COSTITUZIONE, LA VIA MAESTRA”, promossa da Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky.

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