Pubblicato da: CR | 22 febbraio 2013

voterò M5S

alla fine ho deciso: voterò Movimento 5 Stelle; la scelta, questa tornata elettorale, è stata più tormentata del solito; l’alternativa sarebbe stata l’astensione

in generale, non credo alle filosofie che guidano molti elettori nella loro scelta: il meno peggio, il voto utile, il tanto peggio tanto meglio, ecc; credo che ci debba essere un motivo positivo per votare una lista, anche se ovviamente si è disposti ad accontentarsi su molte cose;

nel caso del M5S, non mi bastava pensare che era “meno peggio”, o che almeno si “mandavano a casa” un po’ di loschi personaggi; né penso che una picconata ad un sistema marcio sia di per sé salutare; da quel po’ che so di storia, so che il peggio non è mai morto, e vorrei tanto aver modo di sapere dove certi processi possano andare a parare; e la gestione del M5S è decisamente inquietante, da questo punto di vista

tutto questo, ripeto, in generale; ma oggi in Italia siamo in una situazione di una gravità tale da neutralizzare i motivi che altrimenti mi avrebbero impedito di votare un movimento come quello di Grillo; l’attuale ceto politico ci sta conducendo verso il baratro, la svendita del nostro sistema produttivo e del patrimonio pubblico, l’impoverimento e l’attacco ai diritti sociali e del lavoro; siamo sotto una dittatura di grandi lobby e burocrazie internazionali (Ue, Nato, finanza, Vaticano) e nazionali (banche, confindustria, costruttori, ecc); è nuovamente in gioco, dopo 150 anni di unità, il nostro progetto di nazione, dilaniata da egoismi, sfiducia, autorazzismo, rancori

in questo quadro Grillo è l’unica voce adeguata, per toni e contenuti, alla gravità e alla portata dei problemi; lo Stato da ricostruire (anche se poi perora la causa dell’abolizione delle Province, che dello Stato sono elemento essenziale, anziché prendersela con quei tumori costosissimi e pericolosi per l’unità nazionale che sono le Regioni), i trattati Ue da ricontrattare (da pesca e agricoltura, fino allo stesso euro), le guerre, le somme favolose regalate alle lobby potenti per spese inutili come la Tav o gli F-35, sono elementi imprescindibili di una presa di coscienza collettiva ed una reazione popolare al declino e il saccheggio cui siamo sottoposti; e per questo motivo lo voterò

lo voterò nonostante senta lontana, se non proprio come un pericolo, la sua idea di politica, di democrazia, di società fatta di individui sul web e piccole comunità; individui e comunità che collaborano, certo, sempre meglio che gli individui e le aziende che competono darwinisticamente e liberisticamente, ma pur tuttavia una concezione astratta e fondamentalmente asociale e sì, antipolitica

il corrispettivo è un movimento senza intelligenza collettiva, senza articolazioni, senza personalità; incarichi a rotazione, attivisti intercambiabili, tutte “brave persone” che non devono uscire dal ruolo di “vetrina” e di “pubblico” dell’unico protagonista attore e sceneggiatore

c’è l’idea che i problemi, in fondo, siano “semplici”, e che si risolvano in “decisioni” (votazioni sul blog o in Parlamento, o referendum, ecc): che non occorra un governo del sistema e una gestione delle decisioni, dei legittimi interessi contrastanti, delle inerzie degli apparati, delle priorità da scegliere e dei vincoli con cui fare i conti;

poi c’è l’uso della retorica del “siamo in guerra” come strumento per compattare i seguaci, pretendere fedeltà ed obbedienza; dalla Rivoluzione Francese a George W. Bush, sappiamo quale uso si può fare di questa retorica; soprattutto quando una insufficiente cultura di governo porterà ad individuare la causa dei fallimenti nell’opera di “nemici”, esterni ed ovviamente anche interni;

in generale, vedo una contraddizione tra un discorso che a parole si prefigge di suscitare forze ed energie positive e costruttive da tutti gli angoli della società, mentre in pratica il movimento si estrinseca in un blog non trasparente, una massa di attivisti senza luoghi per una elaborazione collettiva, in comizi di un capo-non-capo

ma appunto, non viviamo in tempi normali, una dittatura già c’è, ideologhi invasati e oligarchie irresponsabili già dominano le nostre vite e ci stanno portando al disastro senza possibilità di scelta; l’importante oggi è avviare un processo di riappropriazione democratica delle nostre società (non solo in Italia) e riprendere fiducia nella possibilità di un progetto collettivo; e da questo punto di vista, Grillo dice le cose che vanno dette, e le dice con l’energia e la rabbia necessaria;

un buon risultato del M5S sarà un messaggio potente inviato dal popolo italiano alla casta, alle oligarchie, all’Europa intera; oggi l’essenziale è questo

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Responses

  1. Caro Claudio,
    per la stima che ho di te, capisco il travaglio della decisione che hai preso e che, almeno in parte, condivido. Non riesco (e forse non riuscirò mai) a distaccarmi completamente dalla mia storia politica e dagli ideali che ho sempre avuto. Penso che alla fine darò un voto disgiunto. Alla Camera voterò per SEL, perchè non posso accettare una sinistra che non voglia anche essere di governo e per l’amore che mi lega ancora all’esercizio delle idealità. Con una certa tristezza al Senato penso che seguirò anche io la tua scelta votando 5stelle. Certo quanta amarezza e sgomento a pensare che “la trasformazione delle condizioni correnti” debba passare attraverso un pericoloso populismo di piazza.
    Speriamo in tempi più maturi…

  2. Quanto deciso da Claudio nè mi sorprende nè provoca in me rifiuto o altro.
    Come d’altra parte non mi coinvolgono minimamente queste elezioni e vorrei che fosse già tutto finito.
    Innanzi tutto dovremmo uscire tutti dal luogo comune per cui il momento elettorale sia il reale momento in cui noi tutti possiamo esprimere (finalmente!) la nostra opinione e il nostro giudizio su chi ci ha governato e pertanto mandare a casa chi ha sbagliato. Nulla di questo. Anzi il momento elettorale, oggi, è uno dei peggiori che possa capitarci perchè dalle stesse persone che usano il proprio cervello, vengono dimenticati tutti i ragionamenti, le critiche, fatte negli anni e nei mesi precedenti.
    Tutto si riduce al solito giochetto, oramai poco credibile, “vuoi far vincere Berlusconi”, “vuoi far vincere la destra”, “dacci la forza necessaria per far prevalere ne nostre idee rispetto a quelle di Monti”, “vota per noi per non rafforzare la corrente centrista del PD”, “non facciamo la fine della Grecia” ed altre amenità e notare affermazioni fatte da quegli stessi partiti che oramai da 40 anni ci stanno portando nel baratro.
    I figli di miei amici, tra i 25 e i 30-35, mi dicono che voteranno Grillo oppure non andranno a votare, suscitanto la contrarietà dei propri genitori che però non sanno spiegare loro perchè questa classe dirigente (imprenditoriale, politica e sindacale- di destra e di sinistra) sia totalmente fallita rispetto alla delega ricevuta ma non è fallita nello stabilire un legame tra propri interessi personali e di clan e gestione della cosa pubblica senza parlare dei legami con la criminalità organizzata.
    Se dovessimo fare un calcolo di quanti milioni di persone, che si è così formato come gruppo sociale, sono interessate a questo condizione parassitaria saremmo colti di sorpresa.
    Nessun partito che partecipa alla “leale” contesa elettorale ci dice come fare perchè i nostri figli e nipoti possano lavorare e studiare, come noi genitori possiamo non perdere il lavoro, come noi maturi ed anziani possiamo arrivare a fine mese con la pensione.
    Pertanto il problema non è Grillo e il M5S che sono effetto e non causa di questa nostra condizione politica, ma proprio il gruppo tradizionale della sinistra (PD, SeL, Rivoluzione Civile, ecc) che ha fatto il suo tempo, sono un ostacolo al cambiamento ed oggi mettere noi presi in crisi di chi voto o non voto.
    E dobbiamo chiederci anche per chi ha intenzione di votarli se non è stufo di continuare a dare il proprio impegno, anche mentale, per convincersi che non possiamo lasciare spazio alla destra.
    Ma questi sono destra se vogliamo giudicarli in base a quanto hanno fatto o si appresteranno a fare.
    Il voto, come il non voto, non cambierà nulla. E’ la delega che è in crisi ovvero la delega che continuiamo a dare a questi partiti oramai rottami del ‘900.
    Basta solo ricordarsi che in Sicilia qualche mese fa non votò il 50% e moltissimi votarono M5S. Eppure Bersani (meno del 30% dei votanti ma il doppio rispetto agli aventi diritti al voto) osò dire che aveva vinto e comunque archiviò immediatamente la sconfitta, che naturalmente non fu solo sua. Oggi non ne parla più.
    Da Lunedì risentiremo chi dirà che ha vinto, che ha perso perchè…., che occorre ragionare sul perchè di cosa è accaduto. Ma il vero interesse è poter avere una % sui votanti che voglia dire un certo numero di deputati e senatori e così contrattare i propri interessi su tutto ciò che si possa arraffare.
    Non interessa minimamente quanti hanno votato, quante le schede bianche o nulle. Interessa, e lo sperano, che Grillo non vada troppo avanti e impedisca i vari accordi.
    Perchè io non voto Grillo? Perchè lo considero un uomo di destra e anche se, come dice, che il suo movimento ci salva da una vittoria tipo Alba Dorata.. E’ forse un mio limite dato il mio attaccamento a una visione di sinistra che ha cominciato ad azzerarsi appena dopo la Liberazione.
    Sui militanti del M5S, che ho conosciuto a Milano, posso dire che sono giovani con grandi entusiasmi, disponibili e con i quali è possibile operare assieme. Non posso dire la stessa cosa dei militanti del PD e anche di SeL in modo particolare quando hanno bisogno di compattarsi come in questa occasione.
    Per cui voterò scheda bianca.

  3. Caro Claudio,
    e adesso? Se Grillo persiste a non volere un accordo organico con la sinistra se pur sgangherata che abbiamo, anche se fosse solo per quel minimo di riforme necessarie per tornare al voto con maggiore serenità?
    Si stanno facendo giochi pericolosi, forse non è chiaro ancora a tutti. Forse sarebbe arrivato il momento di voler ricostruire qualcosa e, facendolo, archiviare veramente il tempo dell’oligarchia e dei poteri occulti.

  4. ai miei amici Stefano e Vincenzo dico che il problema principale è l’analisi che si fa della situazione; per me le minacce che incombono sul paese sono tanto gravi da richiedere una posizione chiara: un no alle politiche di austerità imposte dall’esterno e un no alla destabilizzazione dei nostri vicini nel Mediterraneo, nei Balcani, nel Medio Oriente, in Nord Africa; che Grillo sia classificabile di di destra, o populista, è secondario;

    un no contro “l’Europa” (cioè l’Euro e l’UE), quindi, o almeno a costo di andare contro l’Europa; ma su di me il “sogno europeo” non esercita alcuna attrattiva; l’Europa è un cimitero degli elefanti dei progetti imperiali, e gli stati europei hanno smesso di farsi guerra solo perchè si sono esauriti nel tentativo di prevalere l’uno sull’altro, e ora sono tutti disciplinatamente allineati a rifare guerre coloniali contro il resto del mondo, sotto la leaderhip Usa; l’Europa unita in questo quadro è una iattura per il mondo;

    nessuna formazione di sinistra osa rimettere in discussione questo progetto europeo che mira a partecipare alla colonizzazione del mondo, e che intanto (o proprio per questo) sta calpestando i nostri più elementari interessi nazionali; Grillo almeno ha parlato per esempio di imperialismo francese in Mali cui stiamo fornendo supporto logistico, e di rimessa in discussione di tutti i trattati europei per far valere i nostri interessi nazionali; invece l’identificazione della sinistra con il progetto europeo è una tragedia

    a Stefano aggiungo che sono d’accordo sull’ultima osservazione, c’è una grande esigenza di trasparenza e di “archiviare veramente il tempo dell’oligarchia e dei poteri occulti”; anch’io non mi aspetto che sia il M5S, o nessun altro, a farlo; “Forse sarebbe arrivato il momento di voler ricostruire qualcosa” – eh sì …


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