Pubblicato da: CR | 19 luglio 2009

Barbara Spinelli apre nuovi fronti nella guerra della propaganda contro l’Iran

(commento all’articolo di Barbara Spinelli “L’Apocalisse maschera del potere pubblicato sulla Stampa il 28 Giugno.
NOTA: consiglio di leggere l’articolo per capire meglio i miei commenti che ho lasciato un po’ alla rinfusa)

Non si sa da che parte cominciare; non ci sono due frasi in fila legate da un nesso logico; è un assemblaggio di illazioni, di frasi ad effetto, di affermazioni gratuite, persino di nonsensi. E’ un crescendo, pennellata dopo pennellata, fino al gran ritratto finale di un Ahmadinejad demoniaco.

Che una opinionista del calibro della Barbara Spinelli abbia potuto assemblare tante enormità in una volta sola lascia sconcertati; viene da chiedersi: ma l’avrà letto, il pezzo, prima di firmarlo?

Il sospetto: Barbara Spinelli si è prestata, consapevolmente o meno, ad accreditare quella che prevedo sarà la nuova strategia per indebolire Ahmadinejad in vista delle prossime elezioni (o anche prima): accusarlo di “blasfemia”! Questo infatti è un messaggio rivolto all’interno dell’Iran, a differenza dell’accusa di brogli che serviva a delegittimarlo agli occhi dell’opinione pubblica occidentale e preparare il terreno ad ulteriori aggressioni (sanzioni o peggio). Ma dipingere un nuovo Hitler è anche necessario per coinvolgere quella parte di opinione troppo smaliziata per credere nel discorso dei brogli, e che non si è appassionata al conflitto interno tra establishment clericale e Ahmadinejad.

Ma ancor più lascia sconcertati il fatto che “L’Ernesto”, rivista di quella che dovrebbe essere la sinistra radicale, lo abbia addirittura ripubblicato sul suo sito (con un titolo diverso: “Quali sono le forze che si scontrano in Iran?”) perché “fornisce alcuni utili criteri interpretativi per capire la natura dello scontro politico e sociale che si svolge oggi in Iran, al di là di luoghi comuni superficiali e manichei” – questo, detto di uno dei commenti più manichei che siano stati scritti contro Ahmadinejad!

Una critica complessiva dell’articolo richiederebbe non solo uno smontaggio frase per frase, ma anche un esame delle incongruenze, contraddizioni, e salti logici di cui l’articolo è composto, compito troppo noioso e sgradevole; perciò mi limito a riportare i commenti che ho scritto a caldo: prima alcuni commenti generali, poi un intercalare tra citazioni dell’articolo (in corsivo) e commenti miei.

commenti generali:

senso complessivo:
ve lo ricordate com’era l’Iran teocratico e fanaticamente religioso? beh, lo rimpiagerete, ora sarà peggio: è nato il nuovo Hitler;

pregiudizi occidentalisti:
– impossibilità, per un paese del terzo mondo, tanto più se islamico, di essere letto con categorie “normali”: o teocrazia o Hitler; il fatto che votino non conta, non è mai “vera” democrazia, e quindi è sempre e comunque dittatura; a meno che non si tratti di un regime amico dell’Occidente, nel qual caso la dicotomia democrazia-dittatura non è più rilevante, qualunque stato di polizia diventa un paese “moderato”;
– gli oppositori del regime disposti al martirio sono coraggiosi; i suoi sostenitori sono fanatici pericolosi

differenze dal commento occidentalistico classico:
– non sostiene (apertamente) che la maggioranza abbia votato per Mousavi, e neanche che vi siano stati brogli (però lo lascia intendere)
– ammette che al cuore della vicenda ci sia uno scontro tra fazioni del potere
– non sostiene che la fazione Rafsajani-Mousavi sia “laica”, anzi, rovescia i termini comunemente usati per descrivere lo scontro, dipingendo un Ahmadinejad anticlericale contro un clero tutto spirituale e riformatore
– sostiene che i giovani sono scesi in piazza contemporaneamente “assetati di libertà” ma anche in difesa del clero bistrattato da Ahmadinejad!

invenzioni:
– Ahmadinejad è blasfemo e vuole distruggere il clero (tre esempi decisivi riportati: “la decisione di togliere al clero la gestione dei pellegrinaggi e di affidarla al ministero del Turismo“: wow, come se un governo italiano ripristinasse l’Ici per la Chiesa!; “Le milizie Basiji da qualche tempo si son tagliate la barba: è un altro segno di ribellione ai Mullah” (no comment!); “Nella campagna elettorale, Mousavi si è presentato con il verde dell’Islam e del movimento riformatore. Ahmadinejad con la bandiera nazionale“);
– “svolta “laico-pakistana” (ma l’esercito dov’è?)
– “colpo di stato modernista” (ma non si era votato? e poi, modernista significa “riformatore”, in qualche modo, a parte la barba dei Basiji, o no? allora il riformatore è lui, non è il clero!)

punti di forza dell’analisi:
– la funzione oggettivamente (e forse soggettivamente) laicizzante di Ahmadinejad;

analogie con il commento occidentalistico classico:
– “giovani assetati di libertà”
– Ahmadinejad dittatore

capziosità, scorrettezze e canagliate:
– la più grande: associa Ahmadinejad alla bomba atomica, pur (come al solito) senza mai sostenere apertamente che l’Iran si stia armando; tutto l’articolo – e in particolare l’evocazione dei militari pakistani, che la bomba l’hanno prodotta sul serio) sembra una preparazione, fantasiosa quanto malevola, al gran finale, dove evoca un Ahmadinejad pazzo fanatico apocalittico “abbarbicato all’atomica” (meravigliosa ambiguità: l’energia atomica o la bomba atomica?): ed eccovi servito sul piatto il nuovo Hitler

– in tutto l’articolo, non dice mai apertamente cose di cui evidentemente non è convinta: le mette tutte in bocca ad altri, o le lascia intendere, o usa formulazioni ambigue; per esempio, non dice che ci sono stati brogli, però li accredita mettendo l’accusa in bocca ai giovani “assetati di libertà”

commento intercalare

  • “Per il momento, siamo di fronte a un’insurrezione fatta in nome dell’Islam contro un gruppo dirigente considerato blasfemo e nemico del clero”: come è arrivata a questa conclusione? non diceva che i giovani erano assetati di libertò? ora invece accorrono in difesa del clero? il clero iraniano è libertario?
  • “Ahmadinejad ha questo vizio blasfemo, agli occhi della maggioranza dei sacerdoti tradizionali e di grandissima parte della popolazione”: che vuol dire “grandissima parte”? la maggioranza? beh, pensandoci bene non ha detto maggioranza, ha detto una parte molto grande, forse voleva dire molti; però, se capisci “maggioranza”, allora concludi che Ahmadinejad le elezioni le ha rubate, però lei non lo ha detto;
  • “In lui non si percepisce un leader integralista, ma un dittatore che ha motivazioni tutt’altro che religiose.”: dittatore? e come è uscita fuori questa parola? non si era votato? dittatore perché combatte lo strapotere e i privilegi dell’oligarchia clericale? un po’ come dicono gli americani di Chavez, che è autoritario perché ha tolto un po’ di potere alle multinazionali?
  • “Le sue parole d’ordine sono improntate a un nazionalismo radicale, estraneo alla spiritualità.”: noi occidentali non dovremmo essere contenti di questo? finalmente uno simile a noi, che ripercorre le nostre strade;
  • “svolta pakistana: sotto la presidenza Ahmadinejad, negli ultimi quattro anni, avrebbe preso il potere un’élite che nella sostanza è laica, e che usa la religione non solo per abbattere ogni forma di democrazia ma per distruggere il clero tradizionale.”: abbattere ogni forma di democrazia??? un’elite sostanzialmente laica??? Pakistan, dove la maggior parte del tempo hanno comandato i militari? intanto che continua ad associare il nome di Ahmadinejad al concetto di dittatura, qui comincia ad evocare lo spettro della “bomba”;
  • “L’uso della religione è sin da principio politico, in Ahmadinejad.”: lui è un politico; e percepito come molto pio, a detta di tutti gli osservatori;
  • “L’apocalisse serve a escludere il clero dalla politica e forse anche la religione.”: vuole escludere “anche la religione” dalla politica? più laico dei politici americani? e non siamo contenti? ha evocato l’Apocalisse in campagna elettorale, o nel corso della sua attività di governo? no; ha scritto qualcosa come il Mein Kampf, descrivendo il proprio ruolo in una battaglia epocale? no; e allora, come arriva, BS, a queste conclusioni meta-politiche?
  • “Il segno più evidente della svolta laico-pakistana di Ahmadinejad è la militarizzazione del regime”: che razza di analogia è? una svolta pakistana è una svolta dove le forze armate assumono compiti politici; qui si parla di Pasdaran, di Basiji, dove sono le forze armate?;
  • “i picchiatori delle milizie Basiji non sono nati nel fervore religioso ma nel fervore della guerra”: nella guerra i Basiji portarono il fervore religioso al massimo grado, come si capisce dalla frase seguente;
  • “i bambini o i giovanissimi che in quella terribile guerra, tra il 1980 e il 1988, venivano gettati, inermi, nei campi minati dal nemico”; la religiosità dei nemici è fanatismo o demenza, quella degli amici è spiritualità e coraggio; (che ne pensa BS della prima gurra mondiale, della guerra di trincea dove milioni di giovani e giovanissimi “martiri” europei correvano contro le mitragliatrici del nemico per conquistare qualche metro di terreno?); quei giovanissimi (non bambini) furono mandati ad aprire varchi nei campi minati a favore delle truppe regolari su iniziativa dei governi dell’epoca (Rafdsajani e Mousavi inclusi), non degli “istruttori” (se pure Ahmadinejad lo era – vedi oltre);
  • “Secondo alcuni storici (tra cui lo specialista Hussein Hassan) Ahmadinejad fu il giovane istruttore di quei martiri forzati.”: tutta questa parte è vergognosamente allusiva; innanzitutto le credenziali di Hussein Hassan: è uno storico specialista dell’Iran moderno? o è uno specialista senza essere uno storico? e allora, che tipo di specialista è? comunque, non c’è mistero: lavora per il Knowledge Services Group, una struttura del Congressional Research Service, che è a sua volta un servizio della Libreria del Congresso Usa; probabilmente meno di uno storico; peccato, perché ciò che dice veramente di Ahmadinejad non porta affatto acqua al mulino delle velenose insinuazioni di BS; vediamo cosa ha detto veramente Hussein Hassan (link in pdf):
    • “He joined the revolutionary guards in 1986 after volunteering to serve in the war with Iraq. Reportedly, his Islamic credentials are said to be beyond challenge. He was co-founder of the Islamic Society of Students and has been an instructor for the Basij, the youth volunteer organization that enforces the Islamic Republic’s strict religious mores. In the 1980s, he reportedly served as the governor of Maku and Khoy cities in the northwestern West Azerbaijan province for four years. He became an advisor to the governor general of the western province of Kurdestan for two years. …”
  • “Il suo disegno: rompere il singolare equilibrio di poteri tra sovranità popolare-democratica, sovranità religiosa e sovranità militarizzata che caratterizza l’Iran”: di nuovo! “sovranità militarizzata” non vuol dire nulla; la realtà è che Ahmadinejad rappresenta in questo momento la sovranità popolare-democratica contro la sovranità religiosa (che sarebbe la privilegiata oligarchia religiosa, di cui il popolo e i militanti si sono stufati – ma detta così, verrebbe a cadere il “mostro” Ahmadinejad che BS sta dipingendo, pennellata su pennellata;
  • “una sorta di colpo di Stato modernista”: se non sei Occidentale, non basta vincere le elezioni per essere democratico; ora siamo arrivati al colpo di stato di chi vince con la maggioranza dei voti! notate infatti che che BS continua a guardarsi bene dal dichiarare esplicitamente di ritenere che Ahmadinejad abbia vinto grazie ai brogli;
  • “che ha intronizzato l’élite formatasi nella guerra contro l’Iraq. È il potere di quest’élite che Ahmadinejad protegge, e esso non coincide con il potere religioso”: ma quale élite? è la base militante della rivoluzione islamica, stufa dei privilegi e della corruzione del clero, la forza di Ahmadinejad; e certo che non coincide con il potere religioso, questo è l’unico punto dell’articolo su cui siamo d’accordo;
  • “L’apocalisse è strumento di lotta molto terreno: nella conferenza stampa dopo le elezioni, Ahmadinejad ha ripetuto la formula d’obbligo che impone di parlare «in nome di Allah il Misericordioso», ma subito dopo ha rotto la tradizione invocando il dodicesimo Imam”: un argomento veramente decisivo! tovare un indizio dell’affiliazione religiosa di Ahmadinejad nel corso della sua attività politica deve essere stata un’impresa titanica!
  • “non lo capirono con il Premier Mossadeq, che spodestarono nel 1953 per tutelare lo Scià e le vie del petrolio”: che delicatezza! “tutelare lo scià”, quasi un intervento umanitario ad personam; “le vie del petrolio”: sembra che in ballo vi fossero profonde considerazioni geo-strategiche, non il prosaico furto del petrolio, dell’estrazione quasi gratuita da parte della inglese BP;
  • “non lo capirono quando minacciarono Teheran nonostante al governo ci fossero riformatori come Rafsanjani o Khatami”: su Khatami niente da dire, ma per trasformare Rafsanjani in un riformatore ce ne vuole di fantasia; ma qui si gioca sull’equivoco: la “sete di libertà”, le “riforme” in nome delle quali si lotta contro il dittatore Ahmadinejad, alla fine riguardano la privatizzazione del settore del gas e del petrolio; ma su questo terreno minato Barbara Spinelli, che non una Basiji, non ha alcuna voglia di avventurarsi
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Responses

  1. Condivido! Ma a quanto pare la sorte dell’Iran è segnata. L’occidente ha rovesciato Mossadeq e poi lo ha ucciso perchè dovrebbe fermarsi davanti Ahmanidied! Colpisce amaramente la cecità della sinistra sempre pronta a farsi menare per il naso!
    I sommergibili israeliani, con il consenso dell’Egitto, hanno attraversato il Canale di Suez e si sono piazzati alle spalle dell’Iran! Presto avremo un aggravamento della situazione mentre l’Iran viene dilaniato dall’interno dai Mousavi e Rafsaniani


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