Pubblicato da: CR | 6 luglio 2009

il viaggio lampo in Italia del cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga

Cercando qualche informazione sul cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, mi sono imbattuto in questa recentissima intervista da lui rilasciata a “Famiglia Cristiana” (n. 27 del 5/7/2009): rilasciata quindi appena prima di rientrare dall’Italia (dove ha compiuto una visita lampo) in Honduras e annunciare il sostegno al golpe.

L’intervista è interessante sia per la visione che il cardinale ha dei problemi globali, sia per l’intervista stessa, che ha un po’ il sapore di una beatificazione, e quindi di un’operazione politica. L’incipit: “Sul suo capo pende una condanna a morte. I narcos del Centro America, la mafia internazionale che gestisce il più importante business illegale del mondo, hanno deciso che il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, in Honduras, e presidente della Caritas internationalis, deve morire, perché ha parlato chiaro e ha detto che «il narcotraffico è il più grande flagello dell’America centrale e latina»”

E’ probabile che il cardinale, che “Ha viaggiato senza scorta, ha attraversato l’oceano col cuore in ansia per venire a Torino a raccontare ai delegati della Caritas italiana, che «il vecchio sistema economico basato sulla cieca cupidigia» va cambiato”, sia venuto a Torino anche per qualche consultazione in vista della posizione da prendere sul golpe. Posizione di sostegno che appare quindi ancor più legata una scelta “romana” (o torinese? non ne ho idea, non sono un vaticanologo), anche se la Chiesa cerca ovviamente di mantenersi defilata in questa circostanza, e parlare d’altro (G8, ecc).

Comunque l’intervista merita una lettura attenta, perché mi sembra contenere quasi un manifesto politico per la (o della?) Chiesa. Ne ha per tutti: dal pensiero unico, alla spesa Usa per gli armamenti, ai soldi regalati a banche e multinazionali; difende l’ambiente, il diritto all’acqua, i diritti umani degli immigrati; e critica Cina, Iran, Venezuela, Zimbabwe, tutti nemici degli Usa, ma anche Israele, che non è consueto vedere associato a tale compagnia. E propone due stelle polari per il mondo di oggi: il Papa e Obama, promossi perché “dialogano”.

Mi sembra che principi cardine di questo riposizionamento della Chiesa siano: la nostalgia dei tempi del binomio Chiesa e Impero; il tradizionale rispetto per le gerarchie sociali; una vecchia pretesa integralista di egemonia politica: pretesa di rappresentare essa stessa, attraverso l’opera di persuasione rivolta ai “potenti”, tutte le istanze di giustizia, libertà, umanità (ma non eguaglianza), di dettare l’agenda politica, fino addirittura ad entrare nel merito delle scelte di governo.

Questi principi – rispetto per il principio imperiale, rispetto per le gerarchie sociali e neo-integralismo (se il termine è corretto) – hanno trovato contemporanea applicazione nel corso dell’intervista, nell’attacco a Chavez perché nel suo “vecchio modello ideologico … a pagare sono sempre i poveri” (insomma, il cardinale sarebbe più vicino ai poveri di Chavez); e soprattutto, il giorno dopo, dichiarando il sostegno al golpe.

Dobbiamo ringraziarlo per averci offerto così tempestivamente una chiara chiave di lettura della sua complessa intervista.

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Responses

  1. Maradiaga ha discorsi diversi per accontentare auditori diversi.

    Stipendiato dei governi honduregni dal 2002 (prende 5000 dollari al mese) amico dei golpisti e, oggi, questionato dalla maggioranza della popolazione che rifiuta il colpo.

    Parla di diritti umani al estero pero non vede cosa succede nell’Honduras, dove, secondo lui, “va tutto bene”.

    La storia della condanna a morte e semplicemente pubblicità per il consumo di ingenui


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