Pubblicato da: CR | 5 luglio 2009

la Chiesa appoggia il golpe in Honduras e interrompe la sceneggiata delle diplomazie

Ambasciatori richiamati, condanne dell’azione illegale, riaffermazione del metodo democratico. Sembrerebbe che, per una volta, i governi stiano agendo in coerenza con i principi proclamati.

In realtà, è tutta una sceneggiata nata dal fatto che le primissime reazioni Usa erano sembrate nettamente contrarie al golpe. Poi sono diventate ambigue e possibiliste (gli Usa si guardano bene dal chiedere il reinsediamento di Zeyala o dal minacciare il blocco degli aiuti economici e militari, e chiedono invece un “compromesso” tra “tutte” le parti in causa), mettendo in difficoltà i loro alleati.

Ciò, tra l’altro, conferma la mia idea che il golpe sia stato effettuato dai soliti “professionisti” senza il consenso, o addirittura in barba al dissenso dell’amministrazione Obama, che si è trovata a dover gestire un fatto compiuto.

I mass-media dell’Occidente hanno significativamente appoggiato più o meno esplicitamente il golpe. Oltre al noto caso di “El Pais”, abbiamo per esempio il Tg1 italiano che continua a parlare di Iran, dove si è votato, e a tacere sull’Honduras, dove è avvenuto un golpe. La Cnn si rivolge al nuovo presidente golpista del congresso honduregno chiamandolo “il presidente Micheletti”.

Ma a livello diplomatico una certa dinamica si era imposta, con le tempestive posizioni assunte dall’assemblea dell’Onu e dall’Osa, costringendo i governi europei a recitare un copione “virtuoso”.

Ma ora, a interrompere il balbettio e strappare il velo dell’ipocrisia, il Cardinale Rodriguez, vertice del clero honduregno, ha ufficialmente appoggiato il golpe nel corso di un discorso trasmesso dalla tv venerdì sera. Questa sì che è una indicazione concreta per “i grandi della terra”, che il Papa sollecita continuamente a provvedere ai bisogni dei popoli.

La Chiesa assume così in questa occasione la leadership dello schieramento transnazionale dei “falchi”, che preme perché l’Occidente accetti il regalo di un golpe dagli effetti assai graditi, regalo graziosamente confezionato dai soliti noti, trattando lo strappo democratico come uno strappo al protocollo.

Condanne sincere ma ineffettuali, sceneggiate, sostegni aperti ai golpisti, la realtà rimane sempre quella: la politica di potenza dell’Occidente, guidata da apparati interni agli Usa fuori dal controllo degli organi democratici, e sempre più insopportabilmente ipocrita.

Ormai gli sforzi degli apparati della propaganda sono tesi soprattutto a mantenere l’opinione pubblica dei paesi occidentali nella sua bolla di ideologia e di ignoranza, perchè nel resto del mondo ci cascano sempre meno, e in America latina proprio nessuno.

La posizione della Chiesa in Honduras, ovviamente, è stata glissata dai mass-media, che ritengono loro dovere difendere la sua ‘immagine “buonista”. Propongo qui due link utili per sapere meglio cosa ha detto il cardinale Rodriguez, e il suo significato politico: l’intervista della moglie di Zelaya a “Repubblica”, e il resoconto (in inglese) di Eva Golinger che ha ascoltato il discorso alla televisione venezuelana TeleSUR.

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