Pubblicato da: CR | 5 luglio 2009

Il copione di Washington. Il golpe si ripete, questa volta in Honduras

Una intuizione profonda di Comidad, già lodato in questo blog, è contenuta nell’affermazione “i poteri non agiscono per strategie, ma per schemi” (più o meno, cito a memoria, appena lo trovo linkerò l’articolo e la citazione precisa).

Ormai in questo senso gli esempi abbondano. Il recente colpo di stato in Honduras è un caso da manuale (letteralmente, oserei dire). Un articolo di Eva Golinger, avvocato venezuelano-statunitense: “El guión de Washington: El golpe se repite, ahora en Honduras”, descrive le analogie tra il golpe contro Chavez del 2002 (poi fallito) e quello contro Zelaya: i movimenti del “personale diplomatico” Usa e della cosiddetta “società civile” nei mesi precedenti il golpe, le relazioni tra militari Usa e quelli locali, le posizioni pubbliche del dipartimento di Stato Usa.

La differenza principale riguarda proprio quest’ultimo aspetto; la reazione a caldo di Obama, prima che i veri poteri lo richiamessero all’ordine, è stata opposta a quella che ebbe Bush nel 2002; ma dal quel momento la sua amministrazione è divenuta sempre più ambigua, sino a proporre ufficialmente negoziati tra “tutti” i soggetti coinvolti (insomma, Zelaya dovrebbe trattare con i golpisti).

L’atteggiamento tenuto sinora dall’amministrazione Obama deve comunque tener conto dall’esperienza del 2002, ovvero del fatto che un golpe può fallire – e la vicenda in Honduras è lungi dall’essere conclusa.

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