Pubblicato da: CR | 30 giugno 2009

E’ ALBA il nocciolo del problema

Piero Pagliani va al cuore della questione:

Formalmente gli USA, tramite Hillary Clinton hanno condannato il golpe. Di fatto io mi chiedo chi in centro america può fare un golpe senza coordinarsi con gli USA. E infatti, la nota della Clinton finisce esortando le “parti” a trovare una soluzione in comune.

Stesse parole usate dalla Unione Europea che ha esortato che “le opposte fazioni trovino una soluzione pacifica e democratica in Honduras e a questo fine avviino subito il dialogo, nel rispetto dello stato di diritto”.

[…]

E quale sarebbe questo compromesso? Né USA né UE lo dicono apertamente, ma è evidente: l’Honduras deve uscire da ALBA, l’alternativa bolivariana per le Americhe, [quella sponsorizzata dal presidente venezuelano Chavez – CR].

Nella stessa nota, Pagliani osserva:

Io faccio un colpo di stato e mando via te presidente democraticamente eletto. Però non sono un criminale, bensì una “opposta fazione” con cui il presidente eletto deve scendere a compromessi “nel rispetto dello stato di diritto”. E’ proprio vero che “democrazia”, “elezioni”, “stato di diritto” sono termini che ognuno può utilizzare a proprio piacimento.

Osservazione sacrosanta, soprattutto mentre non si è ancora spenta la canea intorno alle elezioni iraniane. Elezioni vere, piaccia o meno all’Occidente il risultato. Anche il golpe honduregno è un vero golpe. Ma il potere dell’ideologia occidentalista è tale che ormai non si riesce più a distinguere un’elezione da un golpe.

Il dittatore totalitario sarebbe Ahmadinejad, mentre gli Usa, novello re Mida, trasformano in democrazia (e in dollari, ma non certo in oro!) tutto quello che toccano.

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