Pubblicato da: CR | 10 maggio 2008

E’ cominciata la guerra all’Iran

E’ cominciata la guerra all’Iran. L’attacco alla rete di comunicazioni di Hezbollah, decisiva per la vittoria contro Israele nel 2006, e l’assedio di Sadr City, l’immensa periferia di Bagdad dominata da Al Sadr (assedio ancora oscurato, dopo più di mille morti in un mese, dalle nostre tv), hanno un chiaro obiettivo: prevenire la protesta delle forze che si sono dimostrate capaci di resistere ai disegni Usa.

L’attacco non consisterà nel bombardamento dei siti nucleari iraniani (almeno per ora), ma di qualche struttura del Qud, la più potente organizzazione politico-militare dello stato iraniano, accusata dagli Usa di essere all’origine del “disordine” in Iraq. L’obiettivo è arrivare a provocare una reazione, per poi scatenarsi nella rappresaglia.

La dinamica è simile a quella vista nel Vietnam: incapaci di vincere la guerra, gli Usa cominciano ad accusare i vicini per la resistenza che incontrano, ed allargano il conflitto. Allora furono Laos e Cambogia, oggi Siria e Iran. Ma questa volta il disegno è più ambizioso, mira alla debellatio del Medio Oriente.

La coazione a ripetere e l’escalation sono tratti distintivi dell’arroganza razzista di chi non si vuole arrendere all’evidenza: l’impossibilità di tornare all’epoca dell’imperialismo e del colonialismo. Ma nell’era della fine della politica, neanche questa consapevolezza sarebbe decisiva. L’instabilità permanente provocata dalla distruzione di tutti gli stati nazionali della regione viene considerata una condizione accettabile (o persino un esito auspicabile) purché consenta di impadronirsi di risorse strategiche decisive.

Il prezzo da pagare? Guerra permanente, stato di polizia, spese militari, e razzismo anti-arabo e islamofobia da spargere a piene mani per mantenere nel lungo periodo il consenso dell’opinione pubblica intorno a una guerra che può solo essere guerra santa.

Comunque, Nasrallah aveva capito tutto e non si è fatto trovare impreparato. In un importante discorso politico del 15 gennaio, aveva spiegato come gli Usa stessero pianificando per Maggio un’offensiva nella regione. Di fronte alla prime provocazioni, Hezbollah si è impadronita di Beirut ovest, così come nel 2006 Hamas si era impadronita della striscia di Gaza poche ore prima che scattasse il golpe preparato da Al Fatah. Anche Al Sadr è stato pronto a rispondere alle provocazioni a Basra.

Siamo agli inizi di una nuova offensiva in tutta la regione. Le varie resistenze stanno già rispondendo. Un augurio di cuore a queste forze che non si fanno intimidire.

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Responses

  1. A conferma dei preparativi che si vanno facendo c’è da rilevare che gli americani hanno ri-messo in moto la IV flotta inattiva dal ’59, forse anche per mettere pressione sul Venezuela, già minacciato dai vicini colombiani.

  2. A conferma dei preparativi che si vanno facendo c’è da rilevare che gli americani hanno ri-messo in moto la IV flotta inattiva dal ’59, forse anche per mettere pressione sul Venezuela, già minacciato dai vicini colombiani.

  3. Somehow i missed the point. Probably lost in translation 🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Kneed.


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